Mi fa impazzire quando inarca il sopracciglio. Quello sguardo ermetico, che lo rende così misterioso, affascinante. Aldilà dell’aspetto fisico, è il suo personaggio a travolgermi. Forte, potenzialmente pericoloso, ma dolce al tempo stesso. E’ poco più di un ragazzino eppure è capace di farmi fantasticare, di tenermi incollata per un’intera vacanza sulle pagine scritte da Stephanie Meyer. Edward Cullin, il freddo, il succhiasangue. Lui, mi riporta indietro nel tempo; al periodo in cui Leo di Caprio diceva “Ti fidi di me?“. Ed ecco che ritorno a sentirmi un’adolescente: fermo il video sulla scena del bacio e mando indietro e start e sospiro e mando indietro e start e sospiro e mando indietro e start e sospiro e… vorrei esserci io, su quel letto al posto di Bella Swan! Dopo Twilight, New Mood, Eclipse e Breaking Down tutti d’un fiato, io, innamorata di quel vampiro, resto in attesa del 20.11.09; quando tornerà a farmi sognare al cinema.
settembre 8th, 2009 in
Libri |
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Mi sono sempre chiesta perchè questa graziosa ragazza dovesse andare a prendere proprio il latte. Non era meglio il pane? Che ci può andare tutti i giorni, per comprarlo morbido e caldo, appena sfornato. Il latte poi dove vai a prenderlo tutti i giorni? Al supermercato o in latteria. Ma credo che la mamma stessa ne possa fare scorta di qualche litro quando fa la spesa al sabato e quindi difficilmente la manda ancora tutti i giorni ad acquistarne dell’altro… Eppure Morandi lo suggeriva al suo amore nel 1962. Magari allora si andava direttamente dal contadino, a prendere il latte appena munto, quello che mia mamma ricorda con tanto di schiuma tiepida… sì, ma poi uscendo dalla stalla, alla sua innamorata, sicuramente, si impregnava nei vestiti quell’odore di stalla, che insomma, non è affatto ideale per un appuntamento galante. E allora dove si poteva andare? Al mercato? Al mio paese, il “furgagè” ambulante si parcheggia in piazza solo al mercoledì pomeriggio; allora meglio trovare un’altra commissione più ottimale per incontrarsi di nascosto, magari più spesso. Torno a optare per il pane quotidiano.
Questo è stato il mio ragionamento degli ultimi 27 anni, fino a stamattina. Quando ho deciso di preparare un budino… con il latte fresco! E così sono uscita con 1,20€ in mano e mi sono diretta alla casetta di legno, quella che c’è nella zona residenziale del mio paese, quella con i gerani appesi fuori… Ho inserito 20 cent nel distributore automatico e ho selezionato il 13 = bottiglia di plastica da 1 lt col tappo rosso. Ho poi inserito 1 € nell’altro distributore. Ho premuto start e la mia bottiglia di plastica è stata riempita fino all’orlo di latte fresco, con tanto di schiuma in cima. Temperatura 4°. Istruzioni per l’uso: far bollire prima di consumarlo. Lo scontrino precisava che il lotto di latte risaliva alle ore 7:42. E io alle 9 del mattino già tornavo a casa trionfante, con in mano il vero (non trattato) latte di mucca fresco delle nostre campagne. Passando di fronte alle scuole medie mi è venuto da sorridere: se quel distributore di latte alla spina fosse già stato lì 15 anni fa avrei avuto tutti i giorni la scusa buona per uscire con gli amichetti, facendomi mandare dalla mamma a prendere il latte!
La pubblicità del tubo rosso con lo slogan “perdere 5 o 15 chili?“ ha attirato la mia attenzione. Ho letto le testimonianze del sito. Ho fatto una rapida ricerca su internet in merito all’Hoodia e ho scoperto che una tribù africana ne mastica le foglie durante i periodi di caccia perché dà un senso di sazietà… insomma, nonostante io sappia che i miracoli non esistono e che é bene dimagrire con moderazione nel tempo… ho voluto provare quest’alternativa alle diete feree e allo sport che poco amo. Primo tubo, direttamente dall’America, a quasi 40€. Evvabè, si sa, certe creme costano… Tre applicazioni al giorno, mattino, pausa pranzo e sera, puntuali; due, ma anche tre litri d’acqua al giorno, senza sgarrare. Dopo 15/20 i miei inestetismi erano sempre nello stesso stato. Secondo la mia amica i primi timidi risultati si sarebbero notati dopo il secondo tubo. Approfitto dell’offerta con sconto e acquisto altri due tubi; altri 70€ in nome del mio sogno: avere le gambe snelle. Finito il secondo tubo, mi viene il dubbio che si tratti dell’ennesima fregatura. Inizio il terzo tubo e ne ho la conferma. Mal di testa allucinanti, tanto forti da provocarmi nausea. Io che non avevo mai patito di emicrania mi trovo quotidianamente con una morsa al cranio insopportabile… Leggo le controindicazioni del gel e scopro che i miei sintomi sono contemplati (nonostante io beva molta acqua!). In conclusione: Trimgel mi ha alleggerito, sì, ma solo il portafoglio!!
Scalza sul letto. Con la schiena appoggiata a due cuscini e il “pargoletto” sulla pancia. Copriletto beige, dalla fantasia floreale, marrone e nera. Bruttino. I miei lo usavano tipo 20 anni fa. Ma uno si adatta come può e poi chi si aspettava che a fine maggio sarei ancora stata qui nella mia cameretta con le bambole. C’è un tale casino qui dentro. L’improvvisato letto matrimoniale mi occupa praticamente tutta la stanza. C’è il risultato del mio shopping di oggi appeso all’armadio. Dovrei sistemarlo al suo posto. Domani, forse. La persiana metà aperta fa intravedere un faro acceso, di fuori, è della casa di fronte. I mini souvenir dei viaggi affollano il marmo del termosifone (quanto tornerei volentieri in Messico!). Un trolley per terra. Lo userò anche questo weekend per scendere (non salire) al mare. La scrivania invasa da peluches e album di foto di quando ero bambina, dei bastoncini di incenso nauseante, la borsa bianca che metterò al matrimonio della mia amica, un top stropicciato, un cellulare sotto carica, dei prodotti Guam che non uso più, un numero di Wired già letto (o ho solo guardato le figure?) e qualche foglio da buttare. Sul centrino, che penzola anche un pò giù dal comodino, ci sono due orsetti della Thun, un ranocchio e il cane peluche che ho trovato nell’uovo della Kinder. Le mie ciabatte per terra. Succhio le ultime gocce di Valfrutta alla pesca e cerco la voglia alzarmi. Doccia e pigiama. Che stanchezza oggi. Ed ero pure in ferie.
Ogni coppia ha la sua data da ricordare. Noi ne abbiamo parecchie, ma il 20 maggio 2006 è stato decisamente la chiave di svolta delle nostra storie, che mai prima di quel giorno si erano incrociate. Mia cugina si sposava in Liguria e io non avevo affatto voglia di partecipare; del resto non vedevo Marzia da almeno 7 anni e neppure eravamo mai state in grandi rapporti. Eppure il parentado ci teneva e così, dopo la messa, mi ritrovai con mio fratello a commentare gli invitati. “Manca gente giovane, uff…” “Bè, c’è quel gruppetto là, “gli amici dello sposo”!” “Sì, ma sono vecchi! (=over 30!) e poi guarda quello con il pizzetto: cos’avrà nello zainetto? Ha tutta l’aria di essere un kamikaze!” “Vabbè, ma il suo amico ci ha invitati all’aperitivo! andiamo no?” “Ok, andiamo”. E così attaccammo bottone. Durante il pranzo il mio esuberante vicino di posto mi svelò il contenuto di quello zaino: la sua inseparabile macchina fotografica. Sono passati tre anni da quel giorno e stamattina proprio quell’uomo col pizzetto, si svegliava vicino a me e abbracciandomi mi diceva: “Felice anniversario, Miki!”
Missk Lorina mi invita a concorrere al Premio Symbelmine. Cos’è? Mi è chiaro solo che si tratta di uno di quei meme che erano tanto in voga quando io iniziavo a scrivere su questo blog. Ogni occasione era (e lo è ancora!) buona per linkare qualcuno e naturalmente farsi linkare. E ora ci risiamo! Questa volta il meme vuole che si presentino ben sette blog… ecco i miei, col loro perchè!
- Samu: perché se non lo linko, stasera mi chiude tutti i peluches in un baule e me non me li ridà più!
- Camu: perché è il mio opposto… introverso!
- Phoebe: perché qualche giorno fa è stata la mia compagna nell’intervista doppia!
- Webalcioccolato: perché apprezzo molto i commenti che Barbara lascia ai miei post; grazie!
- A chiare lettere: perché invidio da matti i template che Teiluj sfoggia: sono bellissimi!
- Eio: perché viviamo a 5 km e non ci vediamo mai!
- Makino: perché è da oltre un mese che non posta e quindi la ritengo un caso più disperato del mio!
aprile 20th, 2009 in
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La sera di Pasqua decidiamo di andare a ballare in un noto locale di SanRemo. Ero già stata lì a cena, tempo fa e ne ero rimasta entusiasta, sia per la cucina che per la struttura, dalla forma rotonda, sul mare, con un soffitto di stelle luminose che si apriva lasciando intravedere il cielo e i gabbiani. Molto bello. Dopo domenica però il mio parere è cambiato del tutto. Alle 23.15 arriviamo davanti al locale. Nonostante avessimo riservato un tavolo, non vediamo alcuna corsia preferenziale e l’attesa dura oltre un’ora. Quando finalmente ci viene concesso l’accesso, ci ritroviamo in un carnaio. La driver ci accompagna al nostro tavolo, ma evidentemente qualcuno ci ha fregato il posto, così veniamo sistemati in una altra zona della sala; una presa in giro: siamo 24 persone e il tavolino è un metro quadrato! I ragazzi ordinano subito tre bottiglie (475€!!) che in totale valgono per soli 15 pass di uscita. Mentre chiedo di ordinare anche un analcolico, inizio a sentirmi a disagio. Mi sento in trappola. C’è troppa gente. La calca spinge. Mi sento schiacciare all’addome. Inizio a boccheggiare con la testa all’insù, ma vengo presa dal panico. “Non spingete!!!” urlo, stupendomi di me stessa. Dopo un quarto d’ora in quella discoteca ne ho abbastanza. Voglio andarmene. Uscire. Respirare. A fatica mi dirigo verso l’uscita, ma non riesco a muovermi e sento salirmi l’affanno: “Fatemi uscire! Fatemi uscire da questo postaccio!” dico superando i buttafuori. Il mio fidanzato mi segue preoccupato perché non è da me andare in panico in quel modo. Un buttafuori gli chiede il pass e lui risponde che non lo ha (del resto eravamo arrivati da poco), e così il “gorilla” lo trattiene per un braccio. “Non mi toccare! Non vedi che lei non sta bene?!” ribatte Samu liberandosi dalla presa. “Vieni qui che ti tocco di nuovo!” risponde l’altro… Insomma: alla faccia della civiltà!
Incredibile! Il locale era chiaramente non a norma di legge: all’interno il sovraffollamento era da denuncia! Con tutto quell’ammasso di gente la sicurezza del locale era compromessa, ma a quanto pare questo non destava attenzioni. Nè alle forze dell’ordine, nè alla direzione del locale. Anzi, a quanto pare, l’unica preoccupazione del personale all’ingresso era di mettersi in tasca i pass!
Ieri, serata dedicata alle amiche. Forse (ma non credo) per l’ultima volta. Aperitivo e poi alla Taverna del Teatro. Ottima cena, se non fosse per le argomentazioni che hanno intavolato quelle streghe delle mie amiche. Rivelazione shock nr.1: i calzini degli uomini, usati per il calcio, diventano duri e dopo 2 giorni sono irrecuperabili. E io che pensavo che fossero opportunamente addestrati per saltare dal borsone del calcio al cestello della lavatrice… Rivelazione shock nr.2: agli occhi del mio lui, sono diventata una donna spugnetta. Ho raccontato che l’altro ieri il mio fidanzato mi portato un discreto numero di “sorprese”/cose utili per la casa. Cose del tipo: lucido per le scarpe, spruzzino per bagnare i fiori, contenitori per il frigo, … e… spugne e spugnette. Paola, che tra tutte ha più esperienza (è sposata ormai da due anni) mi ha spudoratamente schiaffato in faccia la dura e cruda verità: la spugnetta è un segnale. Significa: tu per me non sei più una donna/sesso, ma una donna/spugnetta.
Mi restano solo più due giorni per capire se e come svincolarmi da questo futuro che mi attende… Sarà proprio così? O sarà anche colazione a letto, complicità ed emozioni intense? La favola di Cenerentola era a lieto fine, uffi!
Metti a confronto Cinzia, che vive sola da due settimane e Miki, che tra pochissimo andrà a convivere e dovrà sfamare un uomo grande e grosso. Cos’hanno in comune? La quasi totale incapacità di saper cucinare! E quindi? Si improvvisa un corso accelerato di cucina, in casa. L’ insegnante? Paoletta che quando apre il frigo (vuoto!) fa magie! Lei insegna, noi la emuliamo e infine il risultato dei nostri esperimenti si traducono in cene tra amiche! Dopo le prime due lezioni, posso essere certa di saper preparare i cannelloni di crepes e il risotto al radicchio! A grande richiesta vi svelerò gli ingredienti segreti!
Non scrivo due righe da settimane. Non perché non abbia nulla da dire, anzi! Sto vivendo un periodo favoloso e unico della mia vita. Inutile descriverlo sul blog, come promemoria, tanto so per certo che questi momenti così emozionanti ed intensi resteranno impressi a vita nella mia memoria. Piango spesso, un pò per uno strano senso di malinconia, ma soprattutto di gioia! Ieri all’inaugurazione del mio nuovo ufficio han presenziato ben 300 ospiti (grazie a tutti per aver partecipato!): un successone di festa. Sono soddisfatta! La casa nuova, seppur a rilento, sta procedendo, prende forma e mi piace sempre di più! Fuori, le giornate si allungano e quando la sera stacco dal lavoro, c’è ancora l’ultima luce del pomeriggio. Un altro elemento da cui trarre energia ed alimentare il mio ottimismo. Il grande giorno si avvicina: un mio sogno si sta realizzando!