Confronto crisi 1929 – 2008
Se vi chiedessero di trasferire nel tempo questa foto, dove la contestualizzereste? Io all’11 luglio di quest’anno (lancio dell’iPhone) davanti a un negozio rivenditore Apple! In realtà questa foto immortala i disoccupati americani del 1929 che facevano code per trovare lavoro. E’ evidente che, nonostante l’attuale crisi sia stata paragonata a quella del ’29, la nostra economia, seppur difficile, non è a quel livello. Provate a trovare in pizzeria un tavolo per 10 persone il sabato alle 20.30… Forse è meglio prenotare in anticipo se si vuol trovar posto!
Analizziamo ora il grafico Down Johns dal 1900 al 2008. La tendenza del trend finanziario è in salita. Si ha un picco positivo nel ’29 seguito immediatamente da uno negativo molto basso, il più basso della storia di quel secolo! Confrontate tale dislivello con quello attuale (2008): non c’è confronto! I crolli dell’indice si sono poi ripetuti con le due Guerre mondiali, con la Guerra del Golfo del ’91, ma in ogni caso ne sono conseguite delle buone crescite economiche. Si sa, l’economia va guardata in prospettiva, sul lungo termine. Una crisi dall’entità simile a quella di oggi, l’avevamo già vissuta intorno al 2003, con lo scoppio della bolla della New Economy (vedi Tiscali che regalava internet e venne capitalizzata in borsa più della Fiat!).
Riflessioni tratte dal Beautiful Day con Roberto Pesce.
Vedo che qualcosa dalla giornata milanese hai imparato.
Ti è costato 11 euro ma hai imparato…
E non dimentichiamo che il tasso di disoccupazione americano nel 29 era di circa il 25 per cento, oggi è stabile intorno al 6 per cento. Ancora alto, ma certo non è il lavoro che manca oggi, come nel 29. E le file per l’iphone lo confermano
Avrei voluto fare un post simile qualche tempo fa… brava!
Samu: 11,70€! Ma son finiti in beneficenza per cui va bene!
Camu: ho altre riflessioni in merito alla crisi da postare… aspetterò i tuoi commenti!
L’economia che conosciamo pone le sue basi su un continuo aumento dei consumi. Prima di ogni altra cosa mi chiederei se esiste un limite fisiologico a questo aumento e dove si trova. Sopratutto ponendolo in relazione con le risorse disponibili e i costi ambientali.
Sono convinto che che gran parte di questa crisi è causata dall’isteria di imprenditori e consumatori e da grosse dosi di speculazione, resta il fatto che se sei sul mercato, purtroppo è difficile non sentirne gli effetti!
dovevi vedere quando a Roma ci fu una svendita da Unieuro …erano il doppio
Dopo ore di navigazione sono riuscito a trovare quello che mi interessava, ho letto il tuo articolo e l’ho trovato interessante.
Grazie Claudio