EstroVersa

Elementi di fantasia e capricci

Pensavo peggio, speravo meglio

Posted on agosto 15, 2008 - Filed Under fantasia&capricci | 6 Comments

Premessa: ognuno è libero di divertirsi come lo ritiene opportuno, fermo restando il rispetto assoluto nei confronti del prossimo, di me per esempio.

Festa in una mega villa con fantastico panorama sul mare. Buffet abbondante e apprezzabile con piatti locali ed etnici. Brocca di sangria per tutti. Una ventina, forse più, di sconosciuti. Con qualcuno scambio due parole. Sulle nostre città, sul perché uno sceglie di diventare vegetariano… Sono la più giovane. In alcuni casi la molto più giovane. L’impatto iniziale mi rincuora. Ripensando ai racconti dei padroni di casa di quel lunedì off-limits, mi sarei anche aspettata una festa di scambisti. Ero il bobby della serata per cui continuo a scolarmi coca cola. Gli altri tutto il resto. Si balla, si beve, si degenera. Inizio ad infastidirmi. Non riesco neppure ad immaginarmi, piegata a 90° davanti a un frigo con uno che vedo da due volte con in mano un frustino sadomaso pronto a “scherzare”. Umiliante e irrispettoso invito. Mi offendo e di lì non vedo l’ora di andarmene. Una brillante 37enne condivide il mio punto di vista: almeno un’alleata ce l’ho. Ballo da sola scalza sul prato. Alcune “ragazze” vogliono coinvolgermi nei loro balli struscianti. Per convincermi dicono che gli uomini si eccitano quando le donne si strusciano. Poi, con il mio vestitino rosso, scalza… potrei portare il mio film a Cannes… Battutona proprio. E poi quali uomini? Quel dottor M. che, ubriaco, sta barcollando da un’ora, per il giardino con i suoi boxer bianchi D&G mollicci sul pacco? Mio padre, probabilmente suo coetaneo, porta a spasso la sua pancetta con più dignità. Inizio a chiedermi se quelle donne, con la loro maturità ed esperienza, devono ricorrere a tali cretinate per riuscire a scopare. Maybe. Di certo a me, basta decisamente molto meno per eccitare il mio uomo. Dopo il mio rifiuto a quella volgare lap-dance senza palo, mi arrivano battute e occhiate come se io fossi la suora di turno. Pensino cosa vogliono. La verità  è che a me far sesso piace, come piace a chiunque. Magari lo faccio pure più di loro. Solo che non amo sventolare né le mie pratiche sessuali, né le mie tette, ai quattri venti per dimostrarlo.

Comments

6 Responses to “Pensavo peggio, speravo meglio”

  1. chit on agosto 15th, 2008 11:06

    Stare a casa invece di andare a certe feste con certa gente no vero?!?!
    Si risparmiano tempo e fatica …

    Buon ferragosto “danzatrice” ribelle :D

  2. Faber on agosto 15th, 2008 12:31

    Azz…!!! A te tutte le fortune… ;0))

  3. camu on agosto 15th, 2008 15:24

    Ma che razza di feste frequenti? Ai miei tempi (che poi sono i tuoi, ritengo) si passava una notte a cantare “Dieci ragazze per me” intorno ad un falò sulla spiaggia, ridendo e scherzando in serenità, con le stelle cadenti a fare da cornice meravigliosa a tutto il resto!

  4. EstroVersa on agosto 17th, 2008 23:51

    In realtà non è gente che frequento abitualmente… i miei amici non mi han mai messa in imbarazzo e sono sempre riuscita a divertirmi un sacco con loro!

  5. camu on agosto 18th, 2008 16:50

    Ehi, che è successo al tema? Questo non è male, ma ad essere sincero preferivo quello di prima :)

  6. igor on agosto 20th, 2008 12:51

    accidenti… sapevo che eri estroversa ma non fino a questo punto! scherzo ovviamente…ma dove sei finita? io pensavo che il massimo della libidine fosse una partita a carte in un alberghetto sopra il lago di serre poncon in una uggiosissima serata d’estate!!! un abbraccio.

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