Alex, addio

Aveva passato una serata di festa con la famiglia, il fratellino, la sua ragazza e gli amici. Stava organizzando di portare le bombe ad acqua il giorno dopo e di giocare a gavettoni, lì al campo. Era bello, coi suoi 19 anni e tutta la vita davanti a sè. La fine della sua storia è stata scritta sul muro di un edificio. Il bacio della buona notte alla ragazza e sulla strada del ritorno, la solita strada che percorreva ogni giorno, si è schiantato. Un colpo di sonno? Un bicchiere di troppo? L’ora tarda cha appanna i riflessi? Le voci corrono, ma ormai sono inutili. Io non lo conoscevo personalmente, ma poco conta. Penso a quanto vulnerabile sia la nostra esistenza e come un attimo può distruggere l’armonia di una famiglia. Qui a Beinette, di Alex restano i ricordi e tanta tristezza.

2 Comments

chitluglio 31st, 2008 at 19:17

Neanch’io lo conoscevo ma la morte richiede sempre ricordo e rispetto!

Mek2.kluglio 31st, 2008 at 19:49

Non ci sono parole per descrivere il tremore che si prova pensando alla morte di un ragazzo.
Una morte che coglie impreparati che non si poteva prevedere.
Una preghiera per Alex e un abbraccio all Famiglia _ Gian Luca _

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