EstroVersa

Elementi di fantasia e capricci

In nome del dialogo

Posted on gennaio 15, 2008 - Filed Under Società |

Mi sembra il comportamento di un bambino quando fa i capricci. Non vogliono il Papa. Battono i piedi per terra e indicono una layca frocessione per far uscire il Vaticano dalle loro vite. Scrivono lettere per contestare l’invito al Papa ad inaugurare l’anno accademico alla Sapienza: l’evento deve essere annullato perché considerato incongruo. Non trovo razionale questa reazione. Un accanimento esagerato, una limitazione alla libertà di espressione. Ratzinger voleva forse tenere un discorso fac-simile alla messa della domenica? Intanto il Vaticano ha ritenuto opportuno soprassedere e quindi il Papa giovedì non si presenterà in università. Concordo che l’università sia il tempio della laicità, ma penso anche che proibire a un uomo di esprimere il proprio pensiero denoti pura ignoranza. Se io fossi stata una studentessa della Sapienza, pur non ammirando il Papa, me ne sarei rimasta ad ascoltarlo, indifferente; senza applaudirlo. Nessuno mi avrebbe costretta a restare: avrei anche potuto alzare i tacchi ed esprimere il mio dissenso semplicemente uscendo dalla sala.

Comments

17 Responses to “In nome del dialogo”

  1. stefano epifani on gennaio 16th, 2008 0:19

    Da docente della Sapienza, concordo e sottoscrivo ogni singola sillaba del tuo post.

  2. Daxeel on gennaio 16th, 2008 0:24

    Hai ragione. Ti cancello dal mio feed reader.

  3. Samuele on gennaio 16th, 2008 1:04

    Non sono troppo d’accordo.
    La libertà prima di tutto. Sappiamo tutti quello che pensa e dice il papa; ci viene sbattuto in faccia ogni minuto. Cosa avrà mai da dire di così interessante? Niente. E allora che stia a casa. E faccia qualcosa di davvero buono per chi sta peggio. Che di parole ne ha fatte sin troppe.

    E guarda qua:
    http://www.samuelesilva.net/dblog/articolo.asp?articolo=813

  4. Michele on gennaio 16th, 2008 1:05

    Secondo me non doveva essere invitato per l’incongruenza della figura e del suo pensiero con un’istituzione universitaria di quel tipo. Fatta questa premessa, se l’invito è stato fatto, sono d’accordo con te. Bisognava ascoltare quello che aveva da dire e contestarlo anche fuori dall’università, ma farlo parlare. Anche se non vedo gli estremi della rinuncia alla visita (se non la questione dell’immagine che sarebbe rimbalzata per i media mondiali di un papa contestato…)

  5. silentman on gennaio 16th, 2008 9:46

    È ormai un muro contro muro che non ha voluto il mondo laico ma si è trovato a doverlo erigere. Se il vaticano avesse evitato l’ingerenza in ogni affare dello Stato (che, in quanto tale, è LAICO), probabilmente molti attriti, questo incluso, sarebbero smussati.

  6. Mec2.k on gennaio 16th, 2008 9:47

    A me piacerebbe che qualcuno intervistasse tutti gli studenti della Sapienza, secondo mè si verrebbe a scoprire che almeno il 90% di loro non ha motivazioni proprie, oggettive, su cui aprire un vero dibattito, sono tutti un gregge. Immagino lo studente che avrà dovuto scegliere il Papa si o il papa no, da una parte mi vedo Ratzinger alla Sapienza, dall’altra mi aggrego ad un gruppo e magari c’è anche la tipa del mio corso.. quella carina, magari ne approfitto e ci provo..

  7. deeproland on gennaio 16th, 2008 13:47

    l’invito del rettore è stato poco opportuno. il secondo passo, dopo la contestazione alla decisione, dovrebbe essere la contestazione al rettore.
    il problema non è avere il papa che visita l’università, è il papa invitato dal rettore per l’inaugurazione dell’anno accademico.
    questo fa la grande differenza, oltre al fatto che la Chiesa Cattoli (Apostolica Romana) non è che sia (o sia stata) questo grande esempio di democrazia dove tutti potevano parlare liberamente. oltre Galileo, ci vogliamo dimenticare di Giordano Bruno?

  8. Samuele on gennaio 16th, 2008 19:33

    Ma avete letto il testo della famosa lettera?
    Sembra di no.

    Eccolo.

    Magnifico Rettore, con queste poche righe desideriamo portarLa a conoscenza del fatto che condividiamo appieno la lettera di critica che il collega Marcello Cini Le ha indirizzato sulla stampa a proposito della sconcertante iniziativa che prevedeva l’intervento di papa Benedetto XVI all’Inaugurazione dell’Anno Accademico alla Sapienza. Nulla da aggiungere agli argomenti di Cini, salvo un particolare. Il 15 marzo 1990, ancora cardinale, in un discorso nella citta di Parma, Joseph Ratzinger ha ripreso un’affermazione di Feyerabend: “All’epoca di Galileo la Chiesa rimase molto più fedele alla ragione dello stesso Galileo. Il processo contro Galileo fu ragionevole e giusto”. Sono parole che, in quanto scienziati fedeli alla ragione e in quanto docenti che dedicano la loro vita all’avanzamento e alla diffusione delle conoscenze, ci offendono e ci umiliano.
    In nome della laicità della scienza e della cultura e nel rispetto di questo nostro Ateneo aperto a docenti e studenti di ogni credo e di ogni ideologia, auspichiamo che l’incongruo evento possa ancora essere annullato.

  9. Samuele on gennaio 16th, 2008 19:38

    Ed ecco il link, la lettera del professor Cini (non uno studente e nemmeno uno scemo qualunque) che insegna da 50 anni all’unversità la Sapienza.
    Lettera pienamente condivisibile.

    http://www.aprileonline.info/5852/la-lettera-di-marcello-cini

  10. mario on gennaio 16th, 2008 21:42

    mia cara guarda che esiste un linguaggio simbolico - e la chiesa ne è maestra - che non si può trascurare. Intanto, non è che il papa non può esprimere il suo pensiero,ha molti e potenti modi di dire la sua, amplificato da tutti i media tutti i santi giorni. Qui il papa doveva inaugurare l’anno accademico con una lectio magistralis. Cioè è stato chiamato dal rettore (sua colpa magna) a mettere il suo sigillo sull’attività dell’università. E’ ben diverso.
    E se poi leggerai la lettera c’è ben detta la volontà di questo papa di intervinire e come nella vita pubblica di questo paese. la rivendica.
    la realtà però sai qual’è? è quella che ben esprime nei commenti “Mec2.k” e quella che espimi tu con la parola “indifferente”. Lì è il vero male, di cui Ratzinger non si vuol rendere conto. A lui intreressa il consenso e il potere della CHiesa. Se poi la folla è lì indifferente come te o a “cuccare” tipe come Mec2 al papa non frega nulla. ha bisogno di folle da esibire e opporre alle folle musulmne (sono 1 miliardo e mezzo, attenti a parlare di “autorità mondiale” del papa, poi c’è un miliardo di indiani e un miliardo e trecento di cinesi:sommati alle centinaia di protestanti e di indifferenti, due terzi dell’umanità se ne fotte del papa.Come li vogliamo considerare quelli che non credono? prova a leggere come li considera Ratzinger proprio nel deiscorso che doveva pronunciare…

  11. mucio on gennaio 17th, 2008 16:31

    Il papa è su posizioni oscurantiste e antiscientifiche, che cazzo ci va a fare all’Università? Chi lo ha invitato è una testa di cazzo.

  12. chit on gennaio 18th, 2008 17:48

    Concordo in toto!

  13. EstroVersa on gennaio 19th, 2008 0:56

    Il Rettore non avrebbe dovuto invitare il Papa. Ok. E’ quel che é successo dopo che non condivido. I contestatori avrebbero ottenuto un risultato più concreto permettendo al Papa di fare il suo discorso e poi criticando i punti non condivisi della sua eventuale “predica”. Così avrebbero espresso e motivato il loro dissenso (anche giusto), ma in maniera più civile…

  14. chit on gennaio 21st, 2008 21:28

    Purtroppo, civiltà, non ce n’è più!

  15. Nicola on gennaio 22nd, 2008 11:25

    Art. 7.

    Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
    I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.

    QUALCUNO LO RICORDI AL PAPA E A BAGNASCO!

  16. bruno carioli on gennaio 22nd, 2008 11:47

    La lettera dei docenti contestava il Rettore per aver invitato il Papa. Si è montata la solita sarabanda all’italiana e Benedetto XVI ha trovato mediaticamente più conveniente non andare alla Sapienza e scatenare una campagna di vittimismo.
    E’ andato in Turchia a rischio attentato, poteva andare alla Sapienza a rischio fischio (non educato ed inopportuno). Certo ognuno deve essere libero di parlare e altri di dissentire. Il tuo post pone argomenti in gran parte condivisibili.

  17. simone on gennaio 25th, 2008 13:40

    Penso che sarebbe stato molto più interessante e opportuno “sfidare il papa” ad un dibattito aperto , in sede universitaria, dove potesse liberamente rispondere a libere domande di studenti e docenti. Penso ad esempio all’invito della Columbia University fatto ad Ahmadinejad. Purtroppo in Italia questa è fantascienza.

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