Il malessere europeo
Settima edizione di “Parole tra continenti”. Il malessere che si avverte nello scenario europeo. Franco Chittolina (funzionario U.E.), introduce il dibattito, esponendo il bilancio dell’Europa a cinquant’ anni dall’istituzione della CEE. Luci ed ombre. Sviluppo economico e perplessità implacabili. Durante il primo intervento, Alberto Perduca (Magistrato Corte Penale dell’Aia) si aggancia alla recente sentenza su Srebrenica e presenta la storia del Tribunale Europeo. Quando l’EU si capacitò della propria impotenza di fronte all’ultimo secolo, fatto di guerre, stupri, deportazioni, campi di concentramento e genocidi, si adoperò per evitare di giungere all’oblio totale della violenza. Un’emergenza che fece costituire il Tribunale Penale Internazionale. I giudici furono incaricati di un compito estremo: identificare i responsabili dei crimini di guerra, giudicarli e giustiziarli. Per fronteggiare il male occorrevano finanziamenti ingenti, magistrati e un apparato militare proprio. Invece nel ’93 per le perquisizioni e gli arresti si poteva ricorrere soltanto alla collaborazione degli Stati. Un processo deve essere efficace e rispettoso dei diritti: difficile assolvere tale mandato, tanto da sfiorare il fallimento del Tribunale. Perduca conclude il suo intervento annunciando la chiusura del Tribunale nel 2008-2010.
Chittolina domanda se è possibile coniugare solidarietà e mercato e promuovere la democrazia dell’Unità, rispettando diritti e doveri dei singoli Stati. Risponde Pierre Jonchkheer (Europarlamentare). Riferendosi al risultato dei referendum in Francia e Olanda, si mostra dubbioso. A suo avviso, il primo passo da compiere é rafforzare l’Unione. Si chiede fin dove verranno allargati i confini dell’UE e se questa continua estensione (in 7 avevano realizzato il progetto e oggi l’UE comprende 27 membri) porterà mai a una reale democrazia.
L’ultimo quesito posto da Chittolina é volto a comprendere come va l’Europa, com’è percepita. Marco Zatterin (giornalista corrispondente da Bruxelles UE, per la Stampa) esordisce spiegando alla sala che fin da ragazzo detesta Guccini, perché depresso. Preferisce ascoltare i Rolling Stones e le canzoni che esortano a inseguire i propri sogni. L’ostacolo si incarna negli europei pronti a votare contro l’Europa. Gucciniana, appunto. Francia e Olanda votano contro, ma a favore di cosa? Non esiste un’alternativa. Se 2 Stati decidono che neppure gli altri 18 possano avere una costituzione, significa che c’è troppa democrazia. Ci sono complessità, problemi etnici e religiosi. C’è l’incapacità di rinunciare al proprio io, e ciò ostacola il conseguimento di un compromesso con gli altri Stati. Il suo discorso volge sull’euro, sugli aumenti dei prezzi conseguenti al cambio lira/euro e al deficit italiano, disastroso negli ultimi anni. Secondo Zat, al contrario, in Italia godiamo di tassi di interesse e inflazione che non meritiamo. Grazie all’euro. E’ lui che protegge i mutui a tasso variabile. E’ lui che ci ha portato a una crescita economica pari al doppio rispetto agli USA. Per questo è del parere che creare un’identità europea non sia un’utopia. Basta che sia fondata su valori e diritti ai quali chiunque può essere ammesso. Zatterini ha chiuso la sua partecipazione dicendo: “E’ utile prendere consapevolezza da dove si arriva e fin dove possiamo andare, nonostante il male e gli errori.” A fine convegno sono scesa con Eio e Polly a salutare Zat. Gli ho detto “Quindi credi che l’euro non sia colpevole dei rincari?!”. Mi ha risposto che la responsabilità degli aumenti spropositati comparsi con l’avvento della moneta unica, é da attribuire solo alla politica (destra o sinistra, indipendentemente) di ogni Stato, che non ha saputo contenere i prezzi. Per chi volesse approfondire l’argomento, é consigliata la lettura di “In Europa”.
Splendido resoconto, brava!
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oh, fantastico. allora io ve lo risparmio, il mio
Complimenti per5 il blog e per i post ti invito a visitare il mio blog
http://newsfuturama.blogspot.com/
ciao
[...] (Sabato, invitati da Mitì, siamo andati a una conferenza dove tra i relatori c’era anche Marco Zatterin, e seduta vicino a noi c’era EstroVersa. Orpo. non c’eravam mai visti ma mi ha riconosciuto subito. Non faccio il resoconto della conferenza: l’ha già fatto lei. Purtroppo c’erano un po’ troppi relatori e si è potuto approfondire poco.) [...]
Ottimo reseconto, collega honoris causa!
thanks for informations…