Violenza negli stadi

Pallone sgonfioLo sport sta alla passione per un gioco, alla lealtà, allo spirito di gruppo come il tifo sta all’esaltazione per una vittoria e al saper perdere, quando succede. Invece ad annullare quest’equazione si inseriscono gli ultrà, definiti “il cancro che ammazza il calcio”. Dovrebbero incitare la propria squadra, occupandosi della coreografia e dei cori in curva, invece si schierano in guerriglie fuori dallo stadio. Odiano le forze dell’ordine più di quanto amino il calcio. Un problema affrontato con troppo lassismo, nonostante la violenza negli stadi sia una costante della cronaca calcistica. Eppure ancora non esistono leggi efficaci atte a contrastare gli aggressori negli stadi. Si é dovuti arrivare ad un episodio come quello di ieri sera, (una bomba lanciata da mano ultrà ha ucciso un poliziotto in servizio al derby Catania-Palermo), per far prendere dei provvedimenti drastici e senza precedenti: i campionati sono sospesi. A tempo indeterminato.

2 Comments

paolafebbraio 7th, 2007 at 16:40

(Su quello che è successo non me la sento di commentare, è un fatto gravissimo…) ma mi sento di dire che purtroppo i tifosi ignoranti (e ci sono in tutti i paesi) rovinano il clima di festa che ci dovrebbe essere negli stadi, tutti dobbiamo essere liberi di andare a vedere la nostra squadra senza paure.
Le società stesse che per interessi “mantengono” le curve attive, con incentivi, fondi… dovrebbero essere loro le prime a prendere delle posizioni più dure.
E’ un peccato che ci siano persone così…

Robertofebbraio 8th, 2007 at 8:13

Tante nuove regole e pene, ma nessuno a parlato di realizzare un progetto nazionale di questo tipo, solo di imporre regole e pene. Bisogna invece lavorare anche nelle scuole, nei campi sportivi, organizzando incontri, anche con l’aiuto dei calciatori stessi e di esperti, di gente che possa trasmettere le proprie esperienze per far capire che il vero tifoso non è quello, per far capire cosa significa la passione per il calcio, per far capire la lealtà e la sportività, per far capire infine che si può anche perdere, anzi bisogna saper anche perdere. Le rivincite sono ancora più belle.

Ciao!

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