A che ora è la fine del mondo?
Posted on gennaio 14, 2010 - Filed Under Eventi, Film
2012. Non ho visto il film al cinema, ma ho seguito alcuni documentari su Sky. Una teoria ipotizza il prossimo distaccamento di una parete dell’Etna che crollerà in mare, generando uno tsunami che propagandosi verso est potrebbe distruggere chilometri di costa del bacino Mediterraneo. Di peggio potrebbe avvenire con la prossima eruzione di un vulcano sito su un’isola delle Canarie. Un’altra ipotesi porta a pensare che, salvo mutamenti del nostro comportamento, tra 30 anni i ghiacciai saranno totalmente disciolti, il livello dei mari si sarà innalzato di 6 metri andando a sommergere tutte le grandi città che brulicano sulle coste degli oceani (vedi NY). Vengono approfondite le profezie di Nostradamus: dopo la prima e la seconda guerra mondiale, ora bisogna fare i conti con la Terra che ogni 72 anni ruota di un grado e quindi ogni 26.000 anni fa un giro completo, posizionandosi in allineamento col sagittario… questo avverrà nel 2012, in seguito a catastrofi atmosferiche e sociali (da Katrina, al terrorismo, alla crisi economica), portando … all’estinzione del genere umano? Alcuni storici sostengono la tesi che fu a causa della posizione della Terra che scomparvero le grandiose civiltà del passato: gli Egizi e i Maya, che ci hanno lasciato dei segni da interpretare, risultato dei loro studi da esperti astrologi. Sono argomenti che mi spaventano, ma e se arriverò a festeggiare il Natale del 2012 significherà che la tesi da avvalorare resta quella dei nonni: per qualcuno il mondo finisce tutti i giorni…
Camerate
Posted on gennaio 6, 2010 - Filed Under Sensazioni
Dopo meno di tre ore di sonno mi sveglio e vedo una rete metallica a due spanne dal mio naso. Tra i buchi sbordano dei rigonfiamenti di materasso. Sono in un letto a castello e provo una sensazione di schiacciamento, mi manca l’idea di potermi stiracchiare con le braccia verso il cielo. Sopra di me dorme la mia metà; spero non si muova troppo e non mi sprofondi addosso! La mia fantasia mi riporta ai campi di concentramento, alle camerate che ho visto di persona durante una gita scolastica e più di recente su History Channel. Uomini prigionieri, ammassati, uno vicino all’altro. Nella stanza in cui ho dormito io la notte del 31 ci sono due file di una quindicina di letti a castello ciascuna. Saremo una ventina di amici in tutto; tutti reduci della notte di capodanno. Si respira un inevitabile e sgradevole odore di vissuto: alito d’alcool, sudore d’ascelle, puzza. Sento l’immediata necessità di una doccia, ma so che in quella casa alpina manca l’acqua calda e dovrò aspettare almeno altre 3 ore prima di essere a casa. Allora lì, in quel letto a castello, totalmente a disagio, penso a cosa avranno passato i prigionieri di Auschwitz. Mi si stringe il cuore.
Flan ai Porri
Posted on dicembre 31, 2009 - Filed Under Uncategorized
A piccole dosi, sto imparando a cucinare. Il flan di porri al Castelmagno è uno degli antipasti che più di altri conquista il palato dei miei invitati a cena, suocera compresa! E’ semplice, ha un sapore delicato ed è abbastanza veloce da preparare.
Immergo 4 etti di porri di Cervere (solo la parte bianca) in acqua salata e li lascio lessare per 5 minuti. Poi, dopo averli strizzati li frullo e li passo in padella con 40 gr di burro, poco sale e pepe. Trasferisco in un recipiente più capiente il mio composto e lo amalgamo insieme a 200 gr di besciamella, un cucchiaio di grana grattugiato, due uova e allungo con mezzo bicchiere di latte. Dopodiché devo scegliere la forma da dare al flan: una teglia da plum cake o le vaschette in alluminio rotonde (tipo Cuki) sono le soluzioni che preferisco; in ogni caso vanno unte ed eventualmente anche spolverizzate con del pangrattato. Ho sperimentato due modalità di cottura diverse: in forno già caldo a 180° per 45 minuti oppure a bagnomaria a 160° per 40 minuti. Nel primo caso il budino rimane più compatto, nel secondo più morbido.
Intanto, in un tegamino, faccio sciogliere a fuoco lento una noce di burro e verso 150 gr di formaggio Castelmagno (va bene anche il Raschera) ridotto a cubetti con 200 gr di panna da cucina. Mescolo fino ad ottenere la crema densa che andrà fatta colare sul flan di porri servito caldo. Buon Appetito!
Philips GC9020: prova su asse da stiro!
Posted on dicembre 15, 2009 - Filed Under Hi-tech
Venerdì sera. A casa da sola. Decido di passare la mia serata insieme a lui. Il mio nuovo Philips GC9020… Sono curiosa di scoprire se veramente ha una marcia in più rispetto al mio vecchio ferro da stiro. Grazie al suo design ergonomico, lo impugno come se fosse una borsetta, neanche troppo pesante e lo porto giù dalle scale, per sistemarmi in salotto davanti alla tv, perché prevedo che impiegherò ore per smaltire il K2 di panni che ho da stirare. Generalmente le comuni caldaie impiegano parecchio tempo prima di arrivare in temperatura, per cui mi preparo, infastidita, ad aspettare; invece dopo solo un paio di minuti, un bip mi avvisa che GC9020 é pronto all’uso. Lascio la caldaia a terra, e sposto il ferro con il suo tappetino sull’asse e via… Posso scegliere tre diverse intensità di vapore. Solletico il tasto sotto all’impugnatura e … sshhhww… GC9020 inizia a sbuffare calore, con un’intensità fino a 5 bar. La piastra scivola perfettamente sui tessuti, senza che la punta si blocchi tra le pieghe degli indumenti e lasciandosi alle spalle una stiratura perfetta, fin dal primo passaggio. Mentre la mia montagna di panni si sta abbassando più rapidamente che col mio vecchio ferro, mi faccio rapire dal film; é il momento cruciale e mi piazzo davanti alla tv e in quell’atmosfera di suspance … sento un bip: é GC9020 che mi riporta alla realtà e mi ricorda di averlo abbandonato. Oh, no! Chissà che disastro ho combinato! Invece con sorpresa scopro che GC9020, é dotato di un sistema di sicurezza grandioso: quando rimane incustodito si spegne automaticamente! Torno alla mia postazione e termino l’opera. Davvero soddisfatta! Resto dubbiosa solo di un aspetto: non sarà complicato pulire la caldaia quando sarà necessario? Leggo sulle semplici istruzioni riportate sulla scatola d’ imballaggio che GC9020 é studiato per la rimozione del calcare in maniera automatica. Grazie a GC9020, il mio venerdì sera é volato e si é rivelato produttivo. Cari lettori, se qualcuno di voi ha un’amica che passa i venerdì sera da sola… ecco, cercatele un fidanzato, fatele trovare sotto all’albero questo sistema di stiratura: la renderete felice!
Questo é il mio “contributo pubblicitario” per la Philips che gentilmente mi ha inviato il sistema di stiratura affinché potessi provarlo e recensirlo. La realtà é che restare a casa il venerdì sera a stirare non é mai piacevole, soprattutto se pensi che il tuo fidanzato é uscito con gli amici a divertirsi, ma effettivamente GC9020 rende meno pesante il compito di noi massaie!
Considerazioni sul prezzo: non del tutto accessibile, però buono se si rapporta alla qualità del prodotto e al tempo che fa risparmiare.
Uno in più in famiglia
Posted on novembre 10, 2009 - Filed Under Foto, fantasia&capricci
Dopo tutti i discorsi categorici e proibitivi di Samu, mai avrei pensato di poter stare seduta al tavolo della cucina e vedere un tenerissimo tartufo appannato appiccicato al vetro della finestra. Invece non è stato possibile resistere a tanta tenerezza, tutta concentrata in un “comodino di pelo”, e così… l’abbiamo presa con noi! Shiva è un chow chow, non ha ancora compiuto tre mesi e vive con noi (non in casa) da quasi tre settimane. Abbiamo scelto lei perché era la più piccola della cucciolata e anche quella con il pelo fulvo più chiaro. Occhi neri, sguardo apparentemente triste e coda sempre all’insù. Sta crescendo a vista d’occhio, diventa sempre più attenta e intelligente. Dopo due giorni già aveva capito che lei è Shiva e che io e Samu siamo i suoi padroncini. A noi scodinzola; con noi gioca. Le lanciamo il suo gioco e ce lo riporta in cambio di una coccola o di una crocchetta. Quando vede un estraneo, per istinto abbaia (in modo discreto, come fanno le cagnoline per bene!) e si mette in posizione di difesa finché non la raggiungiamo noi. Infatti sotto il morbido aspetto di trudino si nasconde un cane da guardia. Per ora si diletta a fare gli agguati ai giornali e a mordicchiare tutto quel che di arancione trova in giro: dalla sua pallina (quel che ne resta) alle mie crocks. Al di là delle marachelle tipiche della sua età, crescerà con una forte personalità. Sarà molto indipendente, ma allo stesso tempo saprà ricambiare le nostre attenzioni con tutta la sua fedeltà, tipica del migliore amico dell’uomo!
Tradisco col pensiero
Posted on settembre 8, 2009 - Filed Under Libri
Mi fa impazzire quando inarca il sopracciglio. Quello sguardo ermetico, che lo rende così misterioso, affascinante. Aldilà dell’aspetto fisico, è il suo personaggio a travolgermi. Forte, potenzialmente pericoloso, ma dolce al tempo stesso. E’ poco più di un ragazzino eppure è capace di farmi fantasticare, di tenermi incollata per un’intera vacanza sulle pagine scritte da Stephanie Meyer. Edward Cullin, il freddo, il succhiasangue. Lui, mi riporta indietro nel tempo; al periodo in cui Leo di Caprio diceva “Ti fidi di me?“. Ed ecco che ritorno a sentirmi un’adolescente: fermo il video sulla scena del bacio e mando indietro e start e sospiro e mando indietro e start e sospiro e mando indietro e start e sospiro e… vorrei esserci io, su quel letto al posto di Bella Swan! Dopo Twilight, New Mood, Eclipse e Breaking Down tutti d’un fiato, io, innamorata di quel vampiro, resto in attesa del 20.11.09; quando tornerà a farmi sognare al cinema.
Fatti mandare dalla mamma…
Posted on agosto 31, 2009 - Filed Under fantasia&capricci
Mi sono sempre chiesta perchè questa graziosa ragazza dovesse andare a prendere proprio il latte. Non era meglio il pane? Che ci può andare tutti i giorni, per comprarlo morbido e caldo, appena sfornato. Il latte poi dove vai a prenderlo tutti i giorni? Al supermercato o in latteria. Ma credo che la mamma stessa ne possa fare scorta di qualche litro quando fa la spesa al sabato e quindi difficilmente la manda ancora tutti i giorni ad acquistarne dell’altro… Eppure Morandi lo suggeriva al suo amore nel 1962. Magari allora si andava direttamente dal contadino, a prendere il latte appena munto, quello che mia mamma ricorda con tanto di schiuma tiepida… sì, ma poi uscendo dalla stalla, alla sua innamorata, sicuramente, si impregnava nei vestiti quell’odore di stalla, che insomma, non è affatto ideale per un appuntamento galante. E allora dove si poteva andare? Al mercato? Al mio paese, il “furgagè” ambulante si parcheggia in piazza solo al mercoledì pomeriggio; allora meglio trovare un’altra commissione più ottimale per incontrarsi di nascosto, magari più spesso. Torno a optare per il pane quotidiano.
Questo è stato il mio ragionamento degli ultimi 27 anni, fino a stamattina. Quando ho deciso di preparare un budino… con il latte fresco! E così sono uscita con 1,20€ in mano e mi sono diretta alla casetta di legno, quella che c’è nella zona residenziale del mio paese, quella con i gerani appesi fuori… Ho inserito 20 cent nel distributore automatico e ho selezionato il 13 = bottiglia di plastica da 1 lt col tappo rosso. Ho poi inserito 1 € nell’altro distributore. Ho premuto start e la mia bottiglia di plastica è stata riempita fino all’orlo di latte fresco, con tanto di schiuma in cima. Temperatura 4°. Istruzioni per l’uso: far bollire prima di consumarlo. Lo scontrino precisava che il lotto di latte risaliva alle ore 7:42. E io alle 9 del mattino già tornavo a casa trionfante, con in mano il vero (non trattato) latte di mucca fresco delle nostre campagne. Passando di fronte alle scuole medie mi è venuto da sorridere: se quel distributore di latte alla spina fosse già stato lì 15 anni fa avrei avuto tutti i giorni la scusa buona per uscire con gli amichetti, facendomi mandare dalla mamma a prendere il latte!
Trimgel funziona?
Posted on giugno 21, 2009 - Filed Under Bellezza
La pubblicità del tubo rosso con lo slogan “perdere 5 o 15 chili?“ ha attirato la mia attenzione. Ho letto le testimonianze del sito. Ho fatto una rapida ricerca su internet in merito all’Hoodia e ho scoperto che una tribù africana ne mastica le foglie durante i periodi di caccia perché dà un senso di sazietà… insomma, nonostante io sappia che i miracoli non esistono e che é bene dimagrire con moderazione nel tempo… ho voluto provare quest’alternativa alle diete feree e allo sport che poco amo. Primo tubo, direttamente dall’America, a quasi 40€. Evvabè, si sa, certe creme costano… Tre applicazioni al giorno, mattino, pausa pranzo e sera, puntuali; due, ma anche tre litri d’acqua al giorno, senza sgarrare. Dopo 15/20 i miei inestetismi erano sempre nello stesso stato. Secondo la mia amica i primi timidi risultati si sarebbero notati dopo il secondo tubo. Approfitto dell’offerta con sconto e acquisto altri due tubi; altri 70€ in nome del mio sogno: avere le gambe snelle. Finito il secondo tubo, mi viene il dubbio che si tratti dell’ennesima fregatura. Inizio il terzo tubo e ne ho la conferma. Mal di testa allucinanti, tanto forti da provocarmi nausea. Io che non avevo mai patito di emicrania mi trovo quotidianamente con una morsa al cranio insopportabile… Leggo le controindicazioni del gel e scopro che i miei sintomi sono contemplati (nonostante io beva molta acqua!). In conclusione: Trimgel mi ha alleggerito, sì, ma solo il portafoglio!!
Stasera
Posted on maggio 26, 2009 - Filed Under fantasia&capricci
Scalza sul letto. Con la schiena appoggiata a due cuscini e il “pargoletto” sulla pancia. Copriletto beige, dalla fantasia floreale, marrone e nera. Bruttino. I miei lo usavano tipo 20 anni fa. Ma uno si adatta come può e poi chi si aspettava che a fine maggio sarei ancora stata qui nella mia cameretta con le bambole. C’è un tale casino qui dentro. L’improvvisato letto matrimoniale mi occupa praticamente tutta la stanza. C’è il risultato del mio shopping di oggi appeso all’armadio. Dovrei sistemarlo al suo posto. Domani, forse. La persiana metà aperta fa intravedere un faro acceso, di fuori, è della casa di fronte. I mini souvenir dei viaggi affollano il marmo del termosifone (quanto tornerei volentieri in Messico!). Un trolley per terra. Lo userò anche questo weekend per scendere (non salire) al mare. La scrivania invasa da peluches e album di foto di quando ero bambina, dei bastoncini di incenso nauseante, la borsa bianca che metterò al matrimonio della mia amica, un top stropicciato, un cellulare sotto carica, dei prodotti Guam che non uso più, un numero di Wired già letto (o ho solo guardato le figure?) e qualche foglio da buttare. Sul centrino, che penzola anche un pò giù dal comodino, ci sono due orsetti della Thun, un ranocchio e il cane peluche che ho trovato nell’uovo della Kinder. Le mie ciabatte per terra. Succhio le ultime gocce di Valfrutta alla pesca e cerco la voglia alzarmi. Doccia e pigiama. Che stanchezza oggi. Ed ero pure in ferie.
Quello col pizzetto
Posted on maggio 20, 2009 - Filed Under io&me
Ogni coppia ha la sua data da ricordare. Noi ne abbiamo parecchie, ma il 20 maggio 2006 è stato decisamente la chiave di svolta delle nostra storie, che mai prima di quel giorno si erano incrociate. Mia cugina si sposava in Liguria e io non avevo affatto voglia di partecipare; del resto non vedevo Marzia da almeno 7 anni e neppure eravamo mai state in grandi rapporti. Eppure il parentado ci teneva e così, dopo la messa, mi ritrovai con mio fratello a commentare gli invitati. “Manca gente giovane, uff…” “Bè, c’è quel gruppetto là, “gli amici dello sposo”!” “Sì, ma sono vecchi! (=over 30!) e poi guarda quello con il pizzetto: cos’avrà nello zainetto? Ha tutta l’aria di essere un kamikaze!” “Vabbè, ma il suo amico ci ha invitati all’aperitivo! andiamo no?” “Ok, andiamo”. E così attaccammo bottone. Durante il pranzo il mio esuberante vicino di posto mi svelò il contenuto di quello zaino: la sua inseparabile macchina fotografica. Sono passati tre anni da quel giorno e stamattina proprio quell’uomo col pizzetto, si svegliava vicino a me e abbracciandomi mi diceva: “Felice anniversario, Miki!”
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